La sfida al caldo si vince con l’efficienza
- on 05.27.10
- condizionatori
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Verso l’estate, pensando per tempo a come scacciare l’afa da casa: è in questo periodo che s’inizia a studiare l’offerta di climatizzatori per scegliere quello giusto.
In generale, i condizionatori di ultima generazione sono più parsimoniosi (consumano meno elettricità), versatili (quelli con pompa di calore raffreddano i locali d’estate e li riscaldano d’inverno), hanno un minore impatto visivo perché nei modelli di fascia medio-alta l’estetica e il design sono nettamente migliorati. Non resta che decidersi tra un fisso o un mobile e qui si può optare tra un monoblocco e uno split o tra un modello con inverter oppure uno «on-off». Un dedalo di complicati tecnicismi, oltre ai quali si devono prendere in considerazione altri elementi quali: potenza refrigerante e rendimento dell’apparecchio, rumorosità, presenza di deumidificatore, filtri (che devono essere controllati e puliti regolarmente) e ionizzatori che purificano l’aria immessa. In tutti i casi l’apparecchio deve avere una classe energetica non inferiore ad A.
Inoltre, per scegliere bene, è consigliabile fare una stima delle ore di probabile utilizzo, calcolare la cubatura dell’ambiente da climatizzare e immaginare il posizionamento del l’unità interna e di quella esterna.
Occhio alla resa
Una somma di elementi che influenzano la resa del condizionatore. Ogni modello di climatizzatore è accompagnato dall’indicazione dell’Energy efficiency ratio (Eer) che misura l’efficienza in base alla funzione di raffreddamento. Le performance migliori si hanno con i valori più elevati.
C’è anche un altro indicatore: il Cop (Coefficient of performance) che riguarda l’efficienza in fase di riscaldamento, esprimendo il rapporto tra il consumo energetico e la resa termica.
Un altro valore da considerare è il Btu, l’unità di misura dell’energia usata negli Usa e Regno Unito. Indica il potere calorico e raffreddante dei sistemi di condizionamento e serve per individuare il modello più adatto in relazione al vano da climatizzare.
Per calcolare il valore di Btu necessari per una stanza si usa una particolare formula matematica. Nel caso di un locale di 20 metri quadrati, per esempio, con un calorifero e una finestra esposta al sole, serve un condizionamento con almeno 6.000 Btu. Per una superficie di 35 mq è necessario un Btu di 10mila, mentre si arriva a oltre 14mila per vani da 50 metri quadrati. Come riferimento, si consideri che ogni watt corrisponde a circa 3,4 Btu, cioè un condizionatore di 1.600 watt nominali ha un’efficienza di circa 5.440 Btu. Più sale il valore, maggiori sono i consumi energetici. Per questo sono importanti le classi di appartenenza. Per esempio, gli split AA o A consumano meno di 900 kW all’anno. In classe B superano questo valore, mentre in C si toccano i 1.000 kW annui, per sforare i 1.100 dalla classe E. In pratica si può stimare che un climatizzatore da 1.600 watt in funzione per circa sei ore al giorno inciderà per circa 50 euro sulla bolletta mensile.
Come orientarsi nella scelta .
Un fresco design
Dopo avere migliorato la resa degli apparecchi, diversi produttori hanno iniziato a migliorare l’estetica delle unità interne. Non più un parallelepipedo di plastica chiara appeso alla parete che serve per rinfrescare la sala ma un oggetto più discreto e piacevole alla vista. Una strada percorsa, tra gli altri, da Daikin che con il modello Emura si è aggiudicata l’iF Product design award e una menzione d’onore Red Dot design award.
L’inverter Art cool Gallery della Lg invece ha il pannello frontale personalizzabile. L’effetto è molto simile a quello di una cornice in cui si può inserire una fotografia, una stampa oppure, se si vuole rendere l’unità quasi invisibile, il tessuto della tappezzeria. Altri modelli hanno il frontale trattato a specchio (Argo ed Lg) mentre Olimpia Splendid propone Mimetico Inverter, unità esterna priva di griglia. Il frontale si può colorare con lo stesso tono della parete su cui viene applicata, altrimenti vi si possono incollare vetro, legno e pietra. Con il modello Shiki Sai Kan della Sanyo si può scegliere la cover colorata che meglio si abbina con gli arredi dell’ambiente.
Conviene con il 36 per cento
Sulle spese per l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore si può avere la detrazione fiscale del 36%, a patto che sia un modello con pompa di calore. Inoltre, il Dl 40/2010 ha introdotto uno sconto del 20% per l’acquisto di inverter installati su impianti con potenza da 0,75 a 7,5 Kw, con un tetto di spesa di 40 euro. Ma i fondi sono a esaurimento e il bonus non si cumula con il 36 per cento.
L’installazione, se effettuata in edifici residenziali, ha l’Iva al 10% in caso di manutenzione ordinaria e straordinaria, che si applica anche sull’acquisto degli apparecchi, purché eseguito dall’impresa installatrice.

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